INCONTRI D’AUTORE 2023

Domenica 05 febbraio 2023 ore 16,00

SPAZIO INCONTRI  FONDAZIONE CRC – Cuneo

Le grandi sinfonie

per piccolo organico

Ensemble Beethoven.cam

Silvia Tuja  flauto

Laura Riccardi  violino

Elisabetta Soresina violoncello

Chiara Nicora  pianoforte

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Ludwig van Beethoven   – Johann Nepomuk Hummel

V Sinfonia in do min. op. 67

Allegro con brio

Andante con moto

Allegro

Allegro

Ludwig van Beethoven – Johann Nepomuk Hummel

VI Sinfonia in fa magg. op. 68  “Pastorale”    

Piacevoli sentimenti che si destano nell’uomo all’arrivo in campagna:

Allegro ma non troppo

Scena al ruscello: Andante molto mosso

Allegra riunione di campagnoli: Allegro

Tuono e tempesta: Allegro 

Sentimenti di benevolenza e ringraziamento alla Divinità dopo la tempesta: Allegretto

ENSEMBLE BEETHOVEN.CAM

L’ensemble beethoven.cam nasce intorno al progetto di esecuzione integrale delle Sinfonie di Beethoven nelle trascrizioni per flauto, violino, violoncello e pianoforte di Johann Nepomuk Hummel, a cura dell’Accademia Orchestrale del Lario. Nello spirito che caratterizzava le esecuzioni di musica da camera dell’epoca, quattro musiciste con un ricco curriculum personale e legate da un interesse comune per la ricerca in ambito musicale e per lo studio delle prassi esecutive secondo principi filologici, condividendo le loro numerose precedenti esperienze di collaborazione in formazioni cameristiche anche con strumenti antichi, nel 2015 hanno deciso di intraprendere questo percorso che riporta la musica sinfonica nella amata dimensione della Hausmusik ottocentesca. Il concerto d’apertura del progetto si è tenuto nel 2016 al Teatro Comunale San Teodoro di Cantù nel quadro del Festival “Il Maggio della Grande Musica”; successivamente l’ensemble si è esibito  al Teatro Sociale di Como, alla Casa Museo Lodovico Pogliaghi al Sacro  Monte di Varese, alla Badia di Ganna, a Villa Caldogno (Vicenza) al Festival di Mantova 2017, a Villa Bozzolo (FAI Varese) e a Cantù al Teatro San Teodoro dove ha eseguito tutte le sinfonie.

Sin dalla loro composizione le Sinfonie di Beethoven hanno rappresentato qualcosa di eccezionale;  probabilmente nessun repertorio orchestrale ha influito tanto sulla storia della musica.  La monumentalità di queste composizioni ha modificato per sempre le prospettive del genere sinfonico, e tutti i compositori di sinfonie dopo Beethoven non hanno potuto fare a meno di confrontarsi con lui, di sentire il peso della sua figura e della sua opera.

Nel corso di tutto il XIX secolo, a fronte della progressiva riconosciuta grandezza delle sinfonie beethoveniane, non esistevano le condizioni per poter assistere frequentemente alla loro esecuzione  nella forma originale: le difficoltà di avere a disposizione una intera orchestra – e per di più delle dimensioni di quella beethoveniana – e naturalmente la mancanza di mezzi di riproduzione “tecnologica” favorirono la pratica delle trascrizioni e degli arrangiamenti per organici cameristici, con i quali fosse possibile riproporre questo repertorio anche in ambiti domestici, nel quadro di quella che veniva allora definita “Hausmusik”, e non in semplici riduzioni, ma spesso in vere e proprie “ri-creazioni”, che rendono ancora oggi possibile la fruizione dell’opera in una prospettiva diversa.   Fra le numerose trascrizioni pervenuteci, particolarmente interessante risulta essere il lavoro realizzato da Hummel, che ha trascritto l’intero corpus delle sinfonie di Beethoven per quartetto con flauto. Hummel, nato a Presburgo (attuale Bratislava) in Slovacchia il 14 novembre 1778, si trasferì a Vienna con la famiglia nel 1786, quando il padre divenne Kapellmeister al Theater auf der Wieden di Emanuel Schikaneder. Per oltre due anni, su richiesta del padre Johannes, Hummel ricevette lezioni gratuitamente da Mozart, che lo ospitò anche nella sua casa e ne riconobbe il grande talento, facendolo debuttare come pianista in concerto sotto la sua direzione nel 1787. Hummel intraprese quindi con il padre una serie di viaggi che, tra il 1788 al 1792, lo condussero ad esibirsi come virtuoso al pianoforte a Berlino, Hannover, Amburgo, in Danimarca e in Inghilterra;  a Londra fece fra l’altro la preziosa conoscenza di Haydn.  Al suo ritorno a Vienna ricevette lezioni di composizione da Johann Georg Albrechtsberger e Antonio Salieri. Proprio in questi anni, e precisamente nel 1792, giunse a Vienna Beethoven, che a sua volta fu allievo di Albrechtsberger, Salieri e Haydn. Non ci sono testimonianze certe su quando avvenne il primo incontro fra Hummel e Beethoven, anche se è probabile che la loro reciproca conoscenza risalga già a questi anni, ma sono certamente documentate le occasioni in cui, fra il 1799 e il 1800, i due musicisti partecipavano insieme ad esecuzioni di musica da camera con figure quali Zmeskall,  Schuppanzigh e Mayseder a casa di Emanuel Aloys Förster.  Ferdinand Hiller – allievo di Hummel – riferisce di una conversazione nella quale Hummel confessò come per lui l’arrivo di Beethoven a Vienna avesse rappresentato un momento critico: “Avrei forse dovuto tentare di seguire le orme di un tale genio? Per un momento non seppi cosa fare, ma poi mi dissi: la cosa migliore è restare fedele a te stesso e alla tua natura.“

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Domenica 12 febbraio 2023 ore 16,00 

SPAZIO INCONTRI  FONDAZIONE CRC – Cuneo

Trio Classico

Gabriele Oliveti violino 

Alberto Drufuca violoncello 

Ilaria Costantino pianoforte

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J. Haydn    Trio in Mi b magg. Hob XV :36 

Allegro moderato – Polones

Finale, allegro molto 

W. A. Mozart      Trio in sol magg. KV 564 

Allegro – Andante – Allegretto 

L. V. Beethoven  Trio in sol magg op.1 n.2 

Adagio – Allegro vivace – Largo con espressione

Scherzo – Finale – Presto 

Trio ClassicoOlivetiDrufuca Costantino

Gabriele Oliveti diplomandosi brillantemente al Conservatorio G. Verdi di Milano, ha seguito i Corsi di perfezionamento e le “Master Class” dei maestri Franco Gulli, Mariana Sirbu e Cristiano Rossi. E’ stato premiato, in formazione di duo, in diversi concorsi nazionali e internazionali, tra cui Stresa, Meda e Ispra del quale è risultato vincitore assoluto. Svolge un’intensa attività concertistica con l’Orchestra “Nuova Cameristica” e con l’Orchestra del Festival Internazionale di Brescia e Bergamo, e dato concerti sotto l’egida del Ministero degli Esteri e della Presidenza del Consiglio dei Ministri in Francia, Spagna, Svizzera, Germania, Svezia, Repubblica Ceca, Thailandia, Malesia, Indonesia, Pakistan, Singapore, Hong-Kong e Korea del Sud. E’ violino di spalla  dell’Orchestra d’archi “I Giovani di Nuova Cameristica”, formazione con la quale ha inciso tre CD dedicati a G.B. Sammartini per la Casa Discografica “Nuova Era”. E’ primo violino dell’ ”Ensemble Corelli” con cui ha tenuto numerosi concerti in formazione di quartetto d’archi e quartetto con cembalo ed ha collaborato con le Orchestre sinfoniche di Como (anche come prima parte), Novara e RAI di Milano. Ha insegnato violino in varie Scuole Civiche della Lombardia ed ha collaborato alla realizzazione del “Corso di Formazione Orchestrale da camera” al Conservatorio G. Verdi di Milano, grazie al contributo dell’U.E. e della Regione Lombardia. 

Alberto Drufuca si diploma sotto la guida del M° Riccardi. presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano Prosegue successivamente gli studi con il M° A. Baldovino presso la Scuola di Musica di Fiesole, con il M° A. Navarra presso l’Accademia Chigiana e con il M° P. Szabo. Nel 1982 è tra i fondatori del Trio Matisse, formazione che ben presto si pone in evidenza nel panorama musicale italiano e internazionale. Vincitore di numerosi concorsi cameristici tra cui il Premio “Vittorio Gui” di Firenze, finalista al I Concorso Internazionale di Melbourne, è invitato regolarmente nelle più prestigiose stagioni concertistiche. Ha effettuato numerose tournèes all’ estero: Francia, Svizzera, Spagna Germania, Jugoslavia, Bulgaria, Israele, Australia. Ha effettuato numerose registrazioni radiofoniche per la Radio italiana, spagnola e australiana. Ha inciso per la Casa discografica Ermitage. Ha suonato come solista con diverse Orchestre quali: la Budapest Chamber Orchestra, l’Angelicum (Triplo Concerto di Beethoven), La Nuova Cameristica, la Piccola Sinfonica, l’Ensemble Musica Rara. Nel 2003 fonda il Trio di Pavia con cui incide per la Casa Discografica Phoenix i Trii di A. Arenskij. Nel 2004 ha effettuato in quintetto una tournèe in Cina. E’ titolare della cattedra di violoncello presso il Conservatorio di Milano. 

Ilaria Costantino ha compiuto i suoi studi musicali al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, dove ha studiato pianoforte sotto la guida dei Maestri G. Garilli-M. Delli Ponti. Successivamente si è perfezionata al II e IV Corso Internazionale di Perfezionamento e Interpretazione Pianistica tenuto dai docenti E. Perrotta e C. Pastorelli, al Corso Internazionale in Musica da Camera della Repubblica di San Marino tenuto dal M° P. Masi e dalla prof.ssa C. Butzberger; al Corso Internazionale di Musica da Camera dell’Accademia della Romagna Toscana tenuto dal M° D. Rossi e all’Accademia Internazionale di Imola“Incontri col Maestro”. Nel 1998 ha conseguito il Diploma al Corso Triennale di formazione Professionale per duo pianistico tenuto dal duo C. Frosini – M. Baggio; nel 1999 si è diplomata in clavicembalo e tastiere antiche al Conservatorio G. Verdi di Milano, nel 2010 ha conseguito la Laurea di II Livello in pianoforte e nel 2013 ha conseguito la laurea di II livello in Musica da Camera al Conservatorio G. Verdi di Milano. Nel 1997 è risultata vincitrice della borsa di studio per pianista accompagnatore bandita dal Conservatorio “G. Verdi” di Milano, dove ha svolto l’attività di pianista accompagnatore per diversi anni. Svolge attività concertistica prevalentemente in formazione di duo pianistico, trio clarinetto viola e pianoforte e quartetto con pianoforte formazioni con cui ha vinto diversi premi a Concorsi Nazional ed Internazionali. Ha suonato tra gli altri per: Comune di Milano, Savona, per l’Associazione Musicale “Corelli” di Savona, la Società Umanitaria, la Società del Quartetto, l’I.S.U., l’Associazione Mozart Italia di Milano; il Club Musicale di Parma; l’Associazione “Arte Musica e Storia” di Roma; Gli Amici del Loggione del Teatro alla Scala di Milano, la Fondazione Cantelli di Milano; il Teatro Mancinelli di Orvieto; gli Amici della Musica di Argelato (BO); l’Associazione Musicale e Artistica Malcesine; l’Associazione “Concerti A. Buzzola” di Adria; l’Associazione “I. Strawinsky” di Agrigento, l’Università Bocconi di Milano, l’Associazione Il Coretto di Bari, gli Amici della Musica di Casteggio, l’Accademia Gerundia di Lodi, l’Associazione orchestra da camera di Messina, l’Associazione Amici della Musica di Chieti, l’A.GI.MUS di Siracusa e  di Lucera, l’Ass. Musicale Margola di Brescia, il festival di Bergen in Norvegia, il festival di Escala in Spagna. E’ docente di pianoforte presso il liceo musicale Zucchi di Monza. 

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Domenica 26 febbraio 2023 ore 16,00 

SPAZIO INCONTRI  FONDAZIONE CRC – Cuneo

DA POSILLIPO A COPACABANA

Maurizio Di Fulvio Jazz trio

Alessia Martegiani vocalist

Maurizio Di Fulvio chitarra

Ivano Sabatini contrabbasso

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A.C. Jobim Chega de saudade
Sting Fragile
Pixinguinha (A. Viana) Carinhoso
E. Di Capua I’ te vurria vasà
A. Piazzolla Oblivion
M. Di Fulvio Shaker
L. Bonfà Manhã de Carnaval
H. Villa-Lobos Bachiana brasileira
E. Nazareth Odeon
A. De Curtis Malafemmena
S. Wonder Isn’t she lovely
C. Velazquez Besame mucho
R. Menescal O’ Barquinho
S. D’Esposito Anema e core
Z. De Abreu Tico-Tico

Maurizio Di Fulvio Jazz trio

Il leader del Maurizio Di Fulvio Jazz Quartet è il chitarrista e compositore Maurizio Di Fulvio. La critica specializzata lo considera uno dei chitarristi più interessanti ed innovativi dell’attuale panorama musicale, un interprete che coniuga in sé una tecnica solida e una raggiante vena compositiva. Ha inciso numerosi album: Sweety notes (2000), Mediterranean flavours (2003), A flight of fugge (2004), On the way to wonderland (2007) e Carinhoso (2010). Nel suo itinerario artistico confluiscono il jazz nero, il jazz latino, il rock, le tinte del classico. La sensibilità di Di Fulvio assembla con il suo strumento un incredibile mosaico di stili, arrangiando liberamente brani celebri di Gillespie e Jobim, Santana e Metheny, Porter e Pastorius e ancora Bach e Duarte, rivelando soprattutto le sue ottime doti di compositore.
Vocalist del quartetto è Alessia Martegiani, una delle voci italiane più richieste ed apprezzate a livello internazionale. Si avvicina giovanissima alla musica con lo studio del pianoforte e del canto. Approfondisce a lungo la musica contemporanea e in particolare i ritmi e le sonorità latino- americane e afro-americane, effettuando tournèe in Brasile, dove collabora con importanti musicisti e si produce in esperienze live e in studio. Ha studiato improvvisazione jazz con J. Clayton, J. Taylor, A. Jackson e si è laureata all’Università DAMS di Bologna. Completano la formazione Ivano Sabatini, contrabbassista esperto e dalla solida preparazione, che passa da accompagnatore a voce solista, creando atmosfere ricche di bellezza melodica e pregevole musicalità, e il batterista/ percussionista Giacomo Parone, che, con equilibrato senso dell’estetica musicale, sottolinea ogni momento dell’esecuzione con effetti strumentali e particolari trovate ritmiche. Il programma del concerto presenta un percorso di rara bellezza, con un accostamento singolare che vuole unire la grande “tradizione napoletana” alla “bossa-nova” e al “choro brasileiro”.

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Domenica 12 marzo 2023 ore 16,00

SPAZIO INCONTRI  FONDAZIONE CRC – Cuneo

ENOCH ARDEN  di R. Strauss

Elena Zegna voce recitante 

Eliana Grasso pianoforte

Eliana Grasso
Elena Zegna

Enoch Arden è un pezzo che ha segnato la storia della musica e che, grazie al raffinato testo di estrazione borghese ma con forte respiro romantico vittoriano, avvicina il protagonista, un giovane marinaio innamorato e naufrago, alle figure più importanti della letteratura romantica inglese. Con grande sensibilità teatrale, Strauss introdusse una scansione narrativa non presente nel poema originale, dividendolo in due parti, come due atti di un dramma: la prima va dall’esordio che presenta i protagonisti fino al matrimonio di Annie con Philip; la seconda va dal flash-back con il naufragio di Enoch, la sua vita nell’isola deserta, il suo ritorno fino alla morte. La musica accompagna, puntella, sottolinea e scandisce la vicenda, passando da tonalità malinconiche e invernali con suggestioni brumose e piovose ad atmosfere notturne, fino a suggerire il rumore del mare, l’odore di salsedine… Siamo su una scogliera inglese, in un piccolo villaggio portuale, in un tempo sfuggente, lontano, più di 200 anni fa dice l’autore. Sulla spiaggia tre bambini giocano tranquilli, sono i protagonisti del dramma: Annie Lee, la più graziosa ragazzina del villaggio, Philp Ray, l’unico figlio di un facoltoso mugnaio, Enoch Arden, aspro e scontroso figlio di un marinaio. I due ragazzi sono entrambi innamorati di Annie, in modo giovane e inconsapevole. Diventati adulti la lotta per la conquista di Annie continua e nonostante la ragazzi si mostri più dolce con Philip, è innamorata di Enoch. Costui dunque con determinazione e passione costruisce una casa per sé e per l’amata, diventa un marinaio, acquista una piccola imbarcazione e finalmente i due si dichiarano amore eterno, sposandosi. Philp, straziato, si rassegna alla solitudine. Annie e Enoch vivono felici per sette anni il loro amore, concependo un figlio e una figlia a cui cercando di dare una vita migliore e un’eduzione superiore a quella ricevuta. Ma il vento, che fa il suo giro, porta sulle loro vite nuvole di tempesta: Enoch cade e si spezza una gamba in un porto e segue una lunga infermità; il figlio appena nato non gode di buona salute, la clientela di Enoch gli viene rubata da un concorrente… Contro la sventura Enoch invoca Dio di risparmiare la sua famiglia e di vessare solo lui e finisce per accettare un rischioso lavoro su un mercantile che fa rotta verso la Cina. Mentre il marito è lontano Annie, in trepidante attesa, cerca di arrangiarsi come può mettendo in piedi un piccolo commercio di chincaglierie, ma non ha talento né fortuna negli affari. Dopo molti anni, senza alcuna notizia di Enoch, Annie si convince che egli è morto, e accetta di sposare Philip, ricco e generoso, che si è fatto avanti. I due si sposano e hanno un figlio. L’ultimo nato da Enoch, il bimbo malaticcio, era morto qualche anno prima. Sembrerebbe la conclusione di una tragica vicenda, ma la storia non è finita qui…. La nave su cui era imbarcato Enoch, chiamata beffardamente “Buona Fortuna”, naufraga sugli scogli di un’isola deserta, e il marinaio si ritrova a vivere per anni come Robinson Crusoe, nella malinconia dei suoi amori e nella sofferenza.  Ritrovato da una nave di passaggio, Enoch riacquisisce le sue funzioni vitali e viene riportato in Inghilterra, dove nessuno, come un odierno Ulisse, lo riconosce. Ospite di Miriam Lane, proprietaria di una taverna, scopre che Annie si è risposata. Enoch vive ancora un anno, tristemente, e soltanto in punto di morte svela a Miriam Lane la propria identità. Quando il suo spirito se ne va, tutto il villaggio lo accompagna nel suo ultimo viaggio, ma l’amore della giovinezza è perduto per sempre.

Elena Zegna, attrice e docente si è laureata in Storia del Teatro presso l’Università di Torino. Ha studiato recitazione con M. Scaglione; si è perfezionata come speaker e in lettura poetica presso il Centro di dizione e fonetica di I. Bonazzi e in doppiaggio  presso il C.T.A. di Milano. Ha realizzato spettacoli teatrali e reading musicali  presso importanti Teatri torinesi tra i quali Carignano, Alfieri, Gobetti, Piccolo Regio. E’ stata speaker pubblicitaria per la Giorgio Risi e doppiatrice presso la Merak Film di Milano, è presentatrice e  voce recitante in occasione di vari eventi. Tiene corsi di recitazione, comunicazione e formazione docenti per la Provincia di Torino, di lettura espressiva e public speaking. Insegna presso le Biblioteche Civiche nell’ambito del progetto Nati per leggere. Partecipa, come lettrice, a premiazioni di concorsi letterari e alla presentazione di libri di narrativa, di poesia e di teatro. Recita come voce narrante in letture-concerto con vari programmi di poesia e prosa, a rassegne di musica e letteratura su territorio nazionale, per il Circolo dei Lettori, il Circolo della Stampa, l’Unione Musicale, la Fondazione Bottari Lattes, il Salone del libro,  la Sacra di San Michele. Si è esibita a Genova presso Palazzo Rosso, a Viterbo presso l’Università La Tuscia, all’isola d’Elba a Campolofeno, a Monopoli per Apuliantiqua, a Napoli presso Villa Floridiana, in Val d’Aosta, Trentino, Veneto e Friuli per importanti rassegne musicali.

Eliana Grasso, pianista torinese, inizia gli studi musicali all’età di quattro anni sotto la guida di Lorena Sancin. Giovanissima, vince numerosi concorsi nazionali ed internazionali quali il Premio Yamaha (Stresa), il Premio J. S. Bach (Sestri Levante), il Concorso Premio Clementi e numerosi altri. A tredici anni debutta eseguendo il concerto in re maggiore di Haydn con l’Orchestra Sinfonica di Mulhouse. Nel 1995 si classifica terza assoluta al Concorso Internazionale di S. Pietroburgo. Si diploma nel 2000 e nel 2005 consegue il Diploma Accademico di II livello, entrambi con il massimo dei voti. Si perfeziona presso l’Accademia “Incontri col Maestro” di Imola e l’Accademia di Alto perfezionamento di Cremona e studia con Emanuele Arciuli, Paul Badura-Skoda, Massimiliano Damerini, Andrea Lucchesini, Sijavuš Gadžijev, Franco Scala, Riccardo Risaliti, Jeffrey Swann, Pietro de Maria. Nel 2007 si laurea a pieni voti in Scienze Internazionali e Diplomatiche, con una tesi sui finanziamenti europei per la musica, ottenendo una borsa di studio dalla Fondazione CRT di Torino. Svolge intensa attività concertistica, esibendosi in Italia e all’estero come solista in prestigiose stagioni concertistiche quali MITO Settembremusica, Rivolimusica, I Concerti di Primavera dell’Università della Tuscia, OSM Mulhouse, Incontri musicali della Fondazione William Walton, Settembre Musicale Orta ed in prestigiosi teatri quali la Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico di Verona, Palazzo Labia a Venezia, l’Hermitage di San Pietroburgo, l’Auditorium del Politecnico di Torino.

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Domenica 26 marzo 2023 ore 16,00

SPAZIO INCONTRI  FONDAZIONE CRC – Cuneo

Piano Recital

Pier Luigi Camicia pianoforte

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Johann Sebastian Bach 

Suite Inglese in La minore BWV 807

Preludio  – Allemanda  – Corrente  – Sarabanda  – Bourrée I e II – Giga

Ludwig van Beethoven

Sonata op 13 in Do minore “Patetica”

Grave  – Allegro molto con brio  – Adagio Cantabile – Rondò: Allegro 

Modest Musorgskij

Quadri da un’esposizione

Promenade – Lo gnomo

Promenade – Il vecchio castello
Promenade – Tuileries (Litigio di fanciulli dopo il gioco) Bydło
Promenade – Balletto dei pulcini nei loro gusci
Samuel Goldenberg e Schmuÿle – Promenade

Limoges, il mercato (La grande notizia)
Catacombe (Sepolcro romano) – Con i morti in una lingua morta 

La capanna sulle zampe di gallina (Baba-Yaga)
La grande porta (Nella capitale Kiev) 

Pier Luigi Camicia

E’ pianista nato: e pur il prestigio interpretativo e tecnico sono stati acquisiti e maturati da precocissima frequentazione dello strumento, all’alta scuola di insigni maestri. Inizia la carriera concertistica sulla scia di premi conseguiti in Concorsi Nazionali (Treviso) e Internazionali di grande prestigio, (Busoni, Ciani, Chopin) e con l’ammirazione e la stima di artisti quali Rostropovitch, Ferrara, Ciccolini. I suoi recitals in Europa (Germania Polonia e Svizzera) e negli Stati Uniti d’America (Salt Lake, Cleveland, Akron, Los Angeles, Fresno, etc) riportano sempre ampi consensi di critica e di pubblico. Particolare attenzione rivolge a repertori inusuali, in collaborazione anche con solisti e direttori di fama e con orchestre europee e americane; e insieme con Michael Flaksman, Angelo Persichilli , Felix Ayo, Nina Beilina e Alessandro Perpich l’attività cameristica diventa occasione di proposte musicali poliedriche e affascinanti. Titolare di cattedra al Piccinni di Bari dal ’73, chiamatovi dall’allora Direttore Nino Rota, Pierluigi Camicia è maestro di una schiera di talenti già alla ribalta del concertismo internazionale. Ha inciso musiche di Chopin, Giuliani, Faurè e Van Westerhout per la Abegg e Bongiovanni . E’ Direttore Artistico dell’Associazione AUDITORIUM di Castellana Grotte dalla sua fondazione, nell’anno 1974, che produce e organizza concerti cameristici e sinfonici e opere liriche, anche in forma di Teatrodanza, operine per ragazzi, rappresentate in molti teatri italiani (Belli a Spoleto, Ragusa, Siracusa, Catania). Nel 1998 ha fondato insieme a Vito Paternoster, che la dirige, l’orchestra barocca “La Lyra di Amphione”, formata dai migliori musicisti pugliesi versati nell’esecuzione filologica su strumenti d’epoca. Con essa ha prodotto numerosi eventi musicali (Dido & Aeneas di H. Purcell, la Messa in Si minore di J.S. Bach, lo Stabat Mater di P. Cafaro) che sono stati eseguiti per importanti associazioni concertistiche italiane. Recentemente l’orchestra è stata invitata nella stagione lirica del Comune di Bari per l’esecuzione dell’opera di Piccinni “La Cecchina o la buona figliola”.  Nel 2002 e 2003 dirige artisticamente il “Talos Jazz Festival” a Ruvo di Puglia, uno dei più importanti Festival Jazz Italiani, ospitando artisti quali Giorgio Gaslini, Uri Caine, John Taylor e altri famosi interpreti italiani e stranieri. Dal 2003 è Direttore Artistico della Camerata Musicale Salentina di Lecce, la più importante Associazione Musicale del Salento e attualmente anche Consulente artistico dell’Orchestra sinfonica “OLES” di Lecce e del Salento. Tiene Masterclasses di pianoforte e musica da camera per Università in Usa (BWYU – Provo – UTAH, CSUF – Fresno – CALIFORNIA, WESLEYAN COLLEGE – Macon – GEORGIA, etc.) e in Festivals in Germania, Francia, Iugoslavia.  Ha suonato per importanti Teatri, Orchestre e Associazioni concertistiche in Italia, tra cui La Scala a Milano, il Teatro Verdi a Trieste, L’Ente Lirico Sinfonico a Cagliari, il Bellini di Catania, La Fenice di Venezia, e regolarmente in Germania, Spagna e Francia. Ha ricevuto nel 2000 il Premio per la Musica “NUNZIO FRENI”. Nel 2007 è stato nominato, dal Ministro per l’Università, “per meritata fama” Direttore del Conservatorio Tito Schipa di Lecce, e confermato per il triennio successivo. Attualmente tiene Masterclass annuali di pianoforte e musica da camera all’Accademia Ludus Tonalis di Riano (RM) e all’European Arts Academy Aldo Ciccolini di Trani (BAT). 

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Domenica 2 aprile 2023 ore 16,00

Cuneo – Chiesa del Sacro Cuore

G. B. Pergolesi STABAT MATER

per soprano, contralto, orchestra d’archi e basso continuo in fa minore

Martina Malavolti soprano

Valeria Gruppi mezzosoprano

Claudia Ferrari voce recitante

Nicola Dho ,Vera Anfossi violini

Isabella Slamig viola 

Laura Manca  violoncello

 Flavio Becchis  maestro concertatore e direttore

Nina Monaco messa in scena

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Duetto “Stabat Mater Dolorosa”
Aria per soprano “Cujus animam gementem”
Duetto “O quam tristi et afflicta”

Aria per contralto “Quae moerebat et dolebat”
Duetto “Quis est homo, qui non fleret”
Aria per soprano “Vidit suum dulcem natum”
Aria per contralto “Eja, Mater, fons amoris”
Duetto “Fac, ut ardeat cor meum”

Duetto “Sancta Mater, istud agas”
Aria per contralto “fac, ut portem Christi mortem”
Duetto “inflammatus et accensus”
Duetto “Quando corpus morietur”

La storia ci spiega che Giovanni Battista Pergolesi compose il suo Stabat Mater, una delle pagine più sublimi di tutta la storia della musica sacra, solo qualche mese prima della sua morte (e questo fatto riporta subito alla mente la stesura del Requiem da parte di Mozart che avvenne nelle medesime circostanze). Il compositore di Jesi, destinato a morire a soli ventisei anni di
tubercolosi, scrisse velocemente questo straordinario capolavoro dopo aver ricevuto nel 1735 l’incarico da parte di una confraternita laica napoletana, quella dei Cavalieri della Vergine dei Dolori di San Luigi al Palazzo, che l’avrebbero utilizzato durante la liturgia della Settimana santa. Chiuso nella sua celletta nel convento dei frati cappuccini di Pozzuoli, dove si era ritirato in preghiera e in meditazione nel tentativo di lenire gli atroci dolori causati dal male (non si dimentichi che fin dalla nascita Pergolesi fu anche affetto da spina bifida o da poliomelite), compose febbrilmente le pagine del manoscritto e, come nel caso di Mozart, la sofferenza, il rendersi conto della fragilità della vita umana di fronte al mistero della morte, gli diedero modo di elaborare una pagina struggente, meravigliosa, che tratteggia il dolore più terribile che un essere
umano possa provare, quello di una madre che assiste alla morte del proprio figlio.

Con il suo Stabat Mater, costruito su dodici numeri (che descrivono in modo compatto e quasi simbolico le venti stanze della passione del Cristo) Pergolesi, pur rispettando l’impianto costruttivo del tempo, che prevedeva l’uso dei soli archi con il basso continuo e la presenza delle sole voci del soprano e del contralto, che si alternavano nella serie di duetti e arie solistiche, tende ad alleggerire, a rendere meno pesante e pachidermico questo alternarsi come se la rappresentazione sacrale potesse essere trasposta su un piano teatrale, nel quale mostrare i sentimenti dell’uomo e non solo la manifestazione della dimensione divina. Con Pergolesi il mistero di Dio s’incarna nell’uomo e nella sua fragilità e facendo ciò il compositore jesino fu uno dei primi ad applicare in modo esemplare quella figura retorica al centro di buona parte della musica barocca, descritta nella cosiddetta “teoria degli affetti”*.

In collaborazione con: FAI di  Cuneo con gli “apprendisti ciceroni” per le visite guidate su Chiesa Sacro Cuore e Organo Vegezzi Bossi; Conservatorio Ghedini di Cuneo; Liceo Musicale Bianchi Virginio orchestra d’ archi, coro femminile e direttore; Museo Diocesano; Associazione Incontri d’Autore

Il progetto prevede un percorso artistico musicale sui luoghi di culto della città di Cuneo che si concluderà con l’esecuzione dello Stabat Mater di G. B. Pergolesi in forma scenica presso la Chiesa del Sacro Cuore, con la regia di Nina Monaco, il coordinamento artistico di Elda Giordana; luci e audio Raffaele Berardo, Lorenzo Mondino; costumi Serena Collet “Cose così

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Domenica 16 aprile 2023 ore 16,00

SPAZIO INCONTRI  FONDAZIONE CRC – Cuneo

Duo Dibacco SAXSTORY

Gaetano Di Bacco sassofono

Giuliano Mazzoccante pianoforte

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Franzh Wilhelm Ferling  da 48 Studi op. 31

                  (Armonizzazione per sax alto e pianoforte di G. Di Bacco)

N. 17 Adagio cantabile

N. 18 Vivace

N. 31 Adagio pietoso

N. 32 Allegretto

Claude Debussy 

Rhàpsodie Mauresque

  Pour orchestre et saxophone principàl  (Ver. G. Di Bacco)

Darius Milhaud

Scaramouche

Vif – Modérè – Brazileira

Paul Creston

Sonata              

With vigor –  Wiht tranquillity –  With gaiety

George Gershwin 

Rhapsodie in Blue Fantasy

(Ad. Timofei Dokshitser)    

Duo Dibacco

GAETANO DI BACCO è uno dei più attivi sassofonisti italiani inserito nel panorama concertistico internazionale dal 1984 ha realizzato una rilevante attività concertistica con piu di 1600 concerti, suonando al Mozarteum di Salisburgo, al Palau de La Musica di Valencia, Conservatoire National Superieur de Musique de Paris, Konzerthaus di Berna, Cappella Paolina al Quirinale. Ha collaborato con diverse orchestre sinfoniche e con importanti compositori italiani come E. Morricone, A. Gentile, F. Mannino. E’ dedicatario di oltre 70 composizioni delle quali ha tenuto la prima esecuzione. Membro di commissioni a concorsi internazionali di sassofono, ha inciso dodici dischi per Nuova Era, Dynamic, ha pubblicato per la Lemoine e la Billaudot.

GIULIANO MAZZOCCANTE, ha iniziato giovanissimo lo studio del pianoforte, avviando una riconosciuta attività concertistica che lo ha visto impegnato sia come solista sia in formazioni cameristiche presso importanti sedi italiane ed estere. Si è esibito come solista con l’orchestra della Camerata Baltica in collaborazione con la Philarmonica di Vilnius e con l’Orchestra Filarmonica di Kiev. Suona spesso in duo con il violinista Pavel Berman. E’ pianista ufficiale della Royal Academy of Dance. Ha inciso per la radio di Baviera e Phoenix Classics. Nel 2013 è stato nominato Direttore Artistico del “Cenacolo della Musica – International School” che punta a promuovere gli artisti e favorire lo sviluppo delle arti e a gennaio del 2014 è stato nominato Direttore Artistico dell’etichetta discografica Wide Classique.

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Domenica 14 maggio 2023 ore 16,00

SPAZIO INCONTRI  FONDAZIONE CRC – Cuneo

Europa: ritorno al futuro

QUINTETTO FIATI ASTRUM

Musicisti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI

Luigi Arciuli flauto 

Nicola Patrussi oboe 

Salvatore Passalacqua clarinetto

Gabriele Amarù corno 

Bruno Giudice fagotto

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Franz Danzi (1763-1826)        

Quintetto in Sib maggiore op.56 n.1 (1821)

Gustav Holst (1874-1934)       

Quintetto per fiati in La bemolle maggiore op.14 H.67 

Nino Rota (1911-1979)           

Petite Offrande Musicale (1943) 

Jean Francaix (1912-1997)      

Wind quintet n.1 (1948) 

QUINTETTO FIATI ASTRUM

Come spesso succede, le migliori iniziative nascono dietro un calice di vino. Proprio durante una cena e grazie alla voglia di far musica insieme ai colleghi d’orchestra, si è creato il Quintetto di fiati Astrum. I musicisti, tutti membri dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, hanno alle loro spalle esperienze musicali di altissimo livello, come collaborazioni con prestigiose orchestre (Royal Concertgebouw Orchestra, Filarmonica della Scala, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, ecc.) e direttori di chiara fama (Muti, Pretre, Giulini, Gergiev, Baremboim, Chung e altri), tournée nelle più celebri sale da concerto del mondo, nonché incisioni per le più importanti etichette discografiche internazionali

Luigi Arciuli, nato a Gaeta nel 1961, inizia i suoi studi musicali a Milano sotto la guida di G. Montrucchio diplomandosi brillantemente nel 1982. Nel 1984 due importanti affermazioni: l’audizione indetta dal Teatro alla Scala di Milano e successivamente vince l’audizione dell’orchestra sinfonica RAI di Milano. Il suo amore per la musica lo porta a conoscere i più grandi flautisti del mondo: R. Guiot dell’Opera di Parigi, G. Gilbert, J. Galway e J.P. Rampal che apprezza le qualità del suo suono. Nel 1988 si diploma con la qualifica “Eccellente” con il concertista P-L. Fraf presso l’Accademia Internazionale Superiore di Musica “L. Perosi” di Biella e nel 1990 con il concertista M. Larrieu ottiene il “Prix de Virtuosità” presso il Conservatorio Superiore di Musica di Ginevra. Ha suonato per le maggiore istituzioni musicali sia come solista che come camerista, riscuotendo unanime consenso di pubblico e di critica. È membro dell’Ensemble Duomo, quintetto conosciuto internazionalmente, con il quale ha suonato in tutta Europa e in Asia per importanti associazioni musicali, quali la Oji Hall di Tokyo e l’Alti Auditorium di Kyoto; inoltre ha suonato in Korea al Seoul Arts Center e al Sejong Arts Center alla presenza di 4500 persone, riscuotendo successo e l’invito per due nuove tournèe in Cina e Giappone per l’anno 2001. È stato invitato dalle più grandi orchestre italiane come l’Orchestra Filarmonica della Scala, con la quale è stato in tournée in Spagna sotto la direzione di Riccardo Muti, l’Orchestra del Teatro la Fenice di Venezia e del Carlo Felice di Genova. Attualmente è flautista dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI ed ha suonato sotto la bacchetta di prestigiosi Maestri quali C.M. Giulini, L. Maazel, M. Rostropovich, W. Sawallisch, V. Feedosev, R.F. de Burgos, V. Gergiev e molti altri. Recentemente è stato invitato dall’Asian Euro Festival Orchestra di Seoul (Korea) per il III° Meeting Asia – Europa. 

Nicola Patrussi, Diplomatosi in oboe presso il conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze sotto la guida del M° M.Bruno prosegue gli studi musicali con i maestri P. Pollastri e T. Indermuhle presso la Scuola di musica di Fiesole dove consegue inoltre il Diploma di Qualifica in orchestra con il massimo dei voti e Menzione Speciale. Si perfeziona in seguito presso il Conservatorio Superiore di Musica di Ginevra nella classe del Maestro Maurice Bourgue riportando il “Premier Prix de Virtuosite” avec “Distinction”. Nicola Patrussi partecipa a numerosi concorsi sia nazionali che internazionali risultando vincitore di molti premi tra cui gli ultimi: Primo Premio al Concorso Internazionale “AudiMozart” di Rovereto 2002 e un Premio Speciale della Giuria al “Sony Music Competition” di Tokio 2003. Molte sono le collaborazioni con importanti musicisti, tra cui spiccano le esecuzioni del doppio concerto di Bach per oboe e violino con i Maestri Boris Belkin e Felix Ayo. Lavora per le più importanti Orchestre Italiane (Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Orchestra del Teatro “La Fenice” di Venezia, Orchestra del Teatro “Carlo Felice di Genova”, etc.), collaborando con direttori come, R. Muti, G. Sinopoli, J. Tate, A. Pappano, D. Baremboim, ecc. E’ stato Primo Oboe dell’Orchestra Sinfonica di San Remo e dal 2019 ricopre lo stesso ruolo presso l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.

Salvatore Passalacqua, diplomato in clarinetto nel 2004 presso il Conservatorio “A. Corelli” di Messina, successivamente ha perfezionato lo studio del Clarinetto con Calogero Palermo e del Clarinetto basso con Diego Baroni. Ha suonato con alcune prestigiose Orchestre Sinfoniche, tra le quali la Royal Concertgebouw Orchestra, la Mahler Chamber OrchestraEnsemble Les Dissonances e l’Orchestra Filarmonica della Scala, lavorando con importanti direttori come G. Pretre, M.W. Chung, D. Harding, J.E. Gardiner, K. Mäkelä, D. Gatti, F. Luisi, S. Bychkov e K. Petrenko. La sua attività musicale lo ha portato ad esibirsi in vari Paesi del mondo, suonando nelle più importanti sale da concerto (Philharmonie di Berlino, Concertgebouw di Amsterdam, Musikverein di Vienna, Philharmonie di Parigi, Teatro alla Scala di Milano, Tonhalle di Zurigo, KKL di Lucerna, Philharmonie Gasteig di Monaco di Baviera, Auditorium di Saragoza, National Centre of Performing Arts di Pechino, e altre ancora). A quella orchestrale affianca anche un’intensa attività cameristica con vari gruppi e solisti come Calogero Palermo, Gabriele Mirabassi, la Camerata RCO, il Davabugi Clarinet QuartetCamerata Strumentale EptafonèQuintetto di fiati Astrum.
Di recente ha curato la revisione (e poi eseguito) della Sonata op.167 di C. Saint-Saëns, nella versione per Clarinetto basso e Quintetto d’archi di Giuseppe Saggio. È impegnato anche in campo didattico, tenendo diverse masterclasses di perfezionamento strumentale.
Nel 2006 si è laureato presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Ferrara. Dal 2008 al 2013 è stato Clarinetto basso dell’Orchestra del Gran Teatro La Fenice di Venezia e da allora ricopre il medesimo ruolo presso l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI con sede a Torino.
Salvatore suona Clarinetti modello “Divine” e Clarinetto Basso modello “Tosca” della casa francese Buffet Crampon.

Gabriele Amarùcorno Dal 2014 è primo corno solista presso la ‘Orquestra Gulbenkian’ di Lisbona e dal 2019 ricopre il ruolo di 3o corno presso l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Nel 2007 si diploma in corno presso il Conservatorio V. Bellini di Palermo e nello stesso anno vince il Primo Premio al 12° Concorso Nazionale Giovani Musicisti Città di Caccamo. Nel Gennaio 2012 partecipa come solista a una Tournée in Europa con la Bayerische Philharmonie con il Concerto per corno e orchestra KV 495 di Mozart, esibendosi anche al Cuvilliés-Theater di Monaco di Baviera e al Konzerthaus di Vienna. Gabriele Amarù ha studiato presso la “Zürcher Hochschule der Künste” nella classe dei Maestri R. Vlatković e N. Downing dove, a Gennaio 2013, ha conseguito il Master Perfomance of Music. Nel Febbraio 2017 ha ottenuto il secondo Master presso la “Hochschule für Musik und Theater Felix Mendelssohn Bartholdy” di Lipsia con il Prof. T. Hauschild. Si perfeziona con i seguenti maestri: H. Baumann, A. Allegrini, D. Clevenger, L. Christinat, K. Becker, G. Corti, J. Williams, A. Koster, D. Stagni, Hans Pizka. In seguito alle idoneità ottenute, ha collaborato con orchestre quali Teatro Alla Scala di Milano, Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, Sinfonieorchester Basel, Opernhaus di Zurigo, Deutsche Oper Berlin, Orchestre de la Suisse Romande, Opera di Roma, Teatro Massimo di Palermo, Teatro San Carlo di Napoli, Gran Teatro La Fenice di Venezia, Orchestra Sinfonica Haydn di Bolzano, suonando anche sotto la guida dei Maestri: Z. Metha, C. Dutoit, R. Muti, D. Harding, D. Gatti, D. Zinman, J.Tate, A.Lombard, G. Noseda, J. Conlon, D.R. Davies, N. Järvi, J. Temirkanov, M. Honeck, E.P. Salonen, F. Luisi.

Bruno Giudice, fagotto Si diploma in fagotto nel 2000 presso il conservatorio “G Ghedini” di Cuneo sotto la guida del professore Stefano Audisio. Successivamente si perfeziona con il maestro Andrea Corsi, primo fagotto dell’Orchestra RAI e con altre prime parti delle più importanti orchestre italiane. Conseguito il diploma, vince la borsa di studio presso l’Orchestra Guido Cantelli di Milano con la quale collabora per la stagione 2001-2002 e l’anno seguente risulta idoneo all’audizione per fagotto presso l’Orchestra Sinfonica di Savona. Nel 2007 partecipa, con la Camerata Berna, alla tournée, in importanti città Svizzere, Spagnole, Turche, che vede come solista Sabine Meyer.
Negli anni seguenti collabora con prestigiose orchestre attive nel panorama italiano, quali: Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Orchestra del teatro Regio di Torino, Orchestra Filarmonica della Valle d’Aosta, Orchestra Internazionale d’Italia, Orchestra Verdi di Milano. Presso l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI è idoneo, nel 2006, all’audizione e l’anno successivo risulta vincitore di concorso per il ruolo di controfagotto e fagotto di fila. Ha suonato sotto la direzione dei più importanti direttori d’orchestra nazionali e internazionali.
Svolge un’intensa attività cameristica in diverse formazioni.